Le porte aperte? Piacciono anche agli hacker
C’è una cosa che accade spesso in azienda senza che nessuno se ne accorga:
le “porte aperte”.
Non quelle fisiche ma quelle digitali.
🔹 Cartelle accessibili a tutti.
🔹 Utenti che non lavorano più lì, ma hanno ancora accesso.
🔹 Permessi dati “al volo” e mai più rivisti.
E sai qual è il problema? Che queste cose sembrano innocue. Finché qualcuno non le sfrutta.
Perché per un attaccante non serve sempre un attacco sofisticato.
A volte basta trovare:
🔹 una cartella condivisa nel modo sbagliato
🔹 un account dimenticato
🔹un utente con più privilegi del necessario
E il gioco è fatto.
Il punto è questo:
La maggior parte delle vulnerabilità non nasce da grandi errori.
Nasce da piccole distrazioni accumulate nel tempo.
E proprio per questo spesso passano inosservate.
👉 La domanda giusta non è “siamo protetti?”
👉 Ma: “abbiamo davvero sotto controllo chi accede a cosa?”
Perché tra quello che pensiamo sia configurato e quello che è davvero configurato a volte c’è una bella differenza.
Nel frattempo, se vuoi fare un check della tua situazione (o anche solo capire dove potrebbero esserci punti deboli), scrivici.
Meglio scoprirli prima… che dopo 😉







